6set
CORRIERE DELLA SERA
Solidarietà Protagonista di uno spot
La meta di Elia Mascotte del rugby dopo un incidente
MILANO – Una maledetta mattina di tre anni fa e il sogno di giocare a rugby che all’ improvviso si trasforma in incubo. Il piccolo Elia Frezza di Fontigo di Sernaglia della Battaglia, colline trevigiane, aspettava con ansia il giorno del suo settimo compleanno, età minima per indossare la maglia del Rugby Piave e rincorrere il vento portando sottobraccio un pallone ovale. Ma quel giorno non arrivò mai, cancellato dal destino nascosto nella retromarcia alla cieca di un camion. L’ auto in cui stava viaggiando al fianco di papà Vincenzo fu speronata e il suo braccio destro rimase incastrato tra le lamiere. All’ ospedale di Conegliano Veneto provarono a fare il miracolo, ma un’ infezione vanificò l’ opera del chirurgo, obbligando a una corsa in elicottero a Peschiera dove non ci fu possibilità diversa dall’ amputazione. Il destino solo un anno prima aveva teso un agguato simile a Matteo, il figlio maggiore dei Frezza, obbligandolo a una vita da paralizzato. Intorno alla tragedia di una famiglia ha deciso di stringersi il mondo del rugby e prima che la macchina della solidarietà potesse mettersi in moto ci hanno pensato un gruppo di giocatori della nazionale guidato dai fratelli Manuel e Denis Dallan e il Rugby Piave al completo a scendere in mischia per dare un aiuto concreto e una speranza a Elia. È nata Rugby for Life, l’ onlus che da quel giorno ha preso a segnare una meta dopo l’ altra nel campo della solidarietà sociale. Fino a mercoledì, quando il piccolo Elia con il suo braccio artificiale è sbarcato al Lido di Venezia dove, in occasione della Mostra del Cinema, è stato presentato uno spot diretto dal regista padovano Antonello Belluco, che vede il bambino trevigiano protagonista. Il filmato si conclude con una meta segnata da Mauro Bergamasco proprio tra le braccia di Elia ed è stato girato tra Villabassa, in val Pusteria, durante il ritiro azzurro di preparazione al Mondiale che inizierà il 9 settembre in Nuova Zelanda e lo storico centro sportivo del Petrarca Padova. Al termine della presentazione una signora ha chiesto al piccolo Elia un autografo. E lui ha capito di aver finalmente segnato quella meta che era rimasta incastrata nei suoi pensieri di bambino. Valerio Vecchiarelli RIPRODUZIONE RISERVATA
Vecchiarelli Valerio






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